Surreale

Le situazioni surreali mi capitano in continuazione.
Prima pensavo di essere sfigato. Oggi, invece, comincio a pensare che forse il problema sia proprio io.

Non riesco mai a imparare davvero dai miei errori.
Continuo a cadere sempre nello stesso modo, nelle stesse trappole, con la stessa disarmante puntualità.

E poi c’è questa mancanza di coraggio cronica, quella che mi fa arrivare sempre un passo dopo.
Un passo dopo le occasioni, dopo le persone, dopo le cose belle.

E così perdo.
Perdo occasioni, amici, opportunità e un sacco di cose che magari avrei potuto tenere strette.

E allora mi chiedo: che fine devono fare quelli come me?

Perché nessuno riesce ad apprezzarmi per quello che sono, anche se sono un disastro apocalittico?
Anche se per starmi accanto serve una pazienza allucinante?

Possibile che non meriti anch’io il tempo di essere capito?
Di essere aspettato?
Di essere apprezzato, nonostante tutto?

O forse, più semplicemente, non valgo abbastanza da meritarmi quel tempo?

E allora che si fa?

Si continua a navigare a vista.
Si cerca di tenere botta, di tenere insieme i pezzi, finché non ci si abitua a vivere così.

Senza volere davvero un futuro.
Campando alla giornata.
Prendendo a piccole dosi la felicità che capita sotto mano.

Elemosinando attenzioni.
Cadendo nelle stesse trappole della vita, ancora e ancora.

Poi succede una cosa strana:
ti abitui a essere infelice.

E quando finalmente arriva qualcosa di bello, non ci credi.

Diventi diffidente persino nei confronti della felicità.